Decreto Lavoro 2026: nuove agevolazioni contributive per le assunzioni
Decreto Lavoro 2026: nuove agevolazioni contributive per le assunzioni

 Il Decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026) introduce un nuovo pacchetto di incentivi contributivi destinati alle imprese che assumono giovani, donne e lavoratori nelle aree ZES del Mezzogiorno, oltre a un bonus specifico per la stabilizzazione dei contratti a termine.

Le nuove misure si applicano alle assunzioni effettuate nel corso del 2026 e sostituiscono, di fatto, le precedenti agevolazioni previste dal Decreto Coesione.

La condizione generale: il rispetto del “salario giusto”

Per poter accedere agli incentivi, il datore di lavoro deve garantire al lavoratore un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Il mancato rispetto dei livelli retributivi previsti dal CCNL comporta la perdita del diritto alle agevolazioni contributive.


Bonus Donne 2026

Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, i datori di lavoro privati possono beneficiare di un esonero contributivo pari al 100% dei contributi previdenziali a proprio carico, fino a:

  • 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice;
  • 800 euro mensili se la lavoratrice risiede nelle regioni della ZES unica del Mezzogiorno.

L’incentivo spetta per un massimo di 24 mesi in caso di assunzione di donne:

  • prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
  • oppure prive di impiego da almeno 12 mesi e appartenenti alle categorie di lavoratrici svantaggiate previste dal Regolamento UE n. 651/2014.

La durata si riduce a 12 mesi per alcune categorie specifiche, tra cui:

  • donne senza impiego da almeno 6 mesi;
  • giovani tra 15 e 24 anni;
  • over 50;
  • donne prive di diploma;
  • lavoratrici occupate in settori con forte disparità di genere.

L’agevolazione non si applica ai rapporti di lavoro domestico e ai contratti di apprendistato.


Bonus Giovani 2026

Il decreto introduce un nuovo incentivo per l’assunzione stabile di giovani under 35.

I datori di lavoro privati che assumono personale non dirigenziale a tempo indeterminato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 possono beneficiare di un esonero del 100% dei contributi previdenziali per 24 mesi, fino a:

  • 500 euro mensili;
  • 650 euro mensili per le sedi di lavoro situate nelle regioni ZES del Mezzogiorno.

L’incentivo riguarda:

  • giovani under 35 senza impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
  • oppure disoccupati da almeno 12 mesi appartenenti a categorie svantaggiate previste dalla normativa europea.

Per alcune categorie particolari la durata dell’esonero si riduce a 12 mesi.

Restano esclusi:

  • lavoro domestico;
  • apprendistato.

Bonus ZES 2026

Per favorire l’occupazione nel Mezzogiorno, il decreto prevede un incentivo specifico per le imprese operanti nella ZES unica.

Il beneficio è riconosciuto ai datori di lavoro privati con un massimo di 10 dipendenti che assumono lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

L’agevolazione consiste in:

  • esonero contributivo del 100%;
  • fino a 650 euro mensili;
  • per una durata massima di 24 mesi.

L’assunzione deve essere effettuata a tempo indeterminato nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.

Anche in questo caso:

  • è richiesto l’incremento occupazionale;
  • sono esclusi lavoro domestico e apprendistato;
  • il beneficio può essere revocato in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo entro 6 mesi dall’assunzione.

Bonus Stabilizzazione Giovani 2026

Il decreto introduce inoltre un incentivo dedicato alla trasformazione dei contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato.

L’agevolazione riguarda:

  • trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026;
  • relative a contratti a termine avviati entro il 30 aprile 2026;
  • lavoratori under 35 mai occupati a tempo indeterminato.

Il beneficio consiste in:

  • esonero del 100% dei contributi previdenziali;
  • fino a 500 euro mensili;
  • per 24 mesi.

La trasformazione deve avvenire senza soluzione di continuità e determinare un incremento occupazionale netto.

L’efficacia della misura resta comunque subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

 

Leggi tutto